La maggior parte della confusione che circonda il commercio elettronico deriva da due errate assunzioni:

  • L’idea che il Web è un unico mercato; e
  • L’idea che il concetto di tecnologia sia uguale a quello di tecnologia applicata.

Immaginare che il World Wide Web sia un singolo mercato integrato è la stessa cosa che descrivere la rete telefonica (o postale) allo stesso modo. Dire che il sito web di un’impresa sia disponibile all’utente attraverso il suo browser è esattamente analogo a dire che il telefono dell’impresa è disponibile all’utente attraverso il suo telefono. Sia il sistema telefonico che il Web offrono accesso a mercati che sono composti di individui e di imprese che occupano specifiche nicchie.

Quando si generalizza sul potenziale del Web di mercato unico, si nasconde l’ovvio. I mercati sono composti da acquirenti e venditori con interessi condivisi e accessi al mercato condivisi. Il Web offre un canale di accesso, ma i mercati rimangono composti di acquirenti e venditori: la tecnologia client–server può ridurre il gap tra la fabbrica e il consumatore, ma perché ciò sia possibile è richiesto un significativo sforzo da entrambe le parti.

La rete telefonica era vista all’inizio come un metodo per portare la musica nelle case. Più di qualunque altra cosa, questa annotazione storica sottolinea i rischi di consentire ai primi sviluppatori di una tecnologia di determinarne il futuro. Una tecnologia non è la stessa cosa di una tecnologia applicata. Dire vulcanizzazione non è dire pneumatici, dire chip non è dire office automation, dire aeroplani non è dire compagnie aeree. Anche il Web quindi va adattato alle specifiche necessità e obiettivi dell’impresa.

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