I primi esperimenti (trial) di mobile commerce sono iniziati intorno alla metà degli anni 90, con lo scopo di verificare la fattibilità tecnica del servizio, e valutare le reazioni e l’interesse degli utenti e delle imprese coinvolte. Riteniamo opportuno esporre brevemente alcuni tra i primi trial che sono stati effettuati, in modo da comprendere meglio quali erano le aspettative iniziali attorno al mobile commerce.

Powertel

Powertel è iniziato nell’estate del 1996 ed ha coinvolto circa 33.000 studenti della Florida State University, cui è stato offerto l’uso di smart card per svolgere diverse attività (identificazione, pagamento delle fotocopie e delle bibite dai distributori automatici, ecc.). La smart card era dotata di funzionalità SIM, perciò poteva essere impiegata anche per telefonare con un telefono cellulare. I partecipanti si sono mostrati piuttosto attratti dai servizi offerti, e un significativo interesse vi è stato da parte delle compagnie telefoniche, soprattutto considerando che il trial non era stato pubblicizzato, che desideravano impiegare la smart card per offrire servizi aggiuntivi.

Moments

Il progetto moments (MObile Media and ENTertainment Services) è stato guidato da Nokia, con prove condotte sulle reti E Plus, Orange e Omnitel. Il progetto si preoccupava di valutare come andasse ottimizzato il protocollo TCP/IP per l’uso con la rete mobile. L’obbiettivo di questo trial era dimostrare la fattibilità tecnica e la convenienza economica della distribuzione di contenuti multimediali a network wireless, oltre che comprendere la percezione che ha l’utente di questi servizi.

Mobidick (Nokia Unisource Smart Access Pilot)

Il progetto Nokia–Unisource Smart Access Pilot, più noto come mobidick, è stato guidato da Nokia e Unisource NV. In questo trial circa un centinaio di utenti potevano svolgere operazioni di mobile commerce e mobile banking. Con l’uso di un particolare telefono cellulare, il Nokia 9000 Communicator, era possibile effettuare transazioni usando moneta elettronica memorizzata su di una smart card. L’utente inseriva la card nel lettore, collegava il lettore al Communicator e poteva scaricare la moneta attraverso la rete wireless. La moneta così ottenuta poteva essere impiegata per effettuare pagamenti sempre attraverso la rete wireless.

Leave a Reply