Benefici per le terze parti
September 16th, 2007
I vantaggi che l’impiego del canale del mobile commerce porta non riguardano esclusivamente venditori ed acquirenti. Numerose altre parti, alcune delle quali anche non direttamente coinvolte nella catena del valore, ricavano dei benefici significativi.
I produttori, ad esempio, vogliono, in linea di massima, che i loro prodotti siano disponibili nel maggior numero possibile di punti vendita e di canali, e quindi sarà loro interesse che i loro prodotti siano disponibili anche attraverso il canale del mobile commerce.
I distributori possono pensare l’impiego canale mobile (ad esempio per l’assistenza) come un modo per differenziare i loro servizi da quelli dei concorrenti.
Le banche ritengono che il mobile commerce aumenterà il numero di transazioni finanziarie (ad esempio i pagamenti attraverso carta di credito), e quindi i loro profitti.
Inoltre, l’industria informatica e delle telecomunicazioni ha la possibilità di veder aumentare il bacino di potenziali acquirenti, soprattutto a seguito degli investimenti che le imprese dovranno effettuare per rendere disponibili servizi di mobile commerce.
Tutti queste sono spinte che si sono già avute per il commercio elettronico. Nel caso del mobile commerce c’è un ulteriore interesse alla sua diffusione: quello dei gestori delle reti mobili. Essi possono ottenere significativi guadagni dall’incremento di traffico telefonico, e ancora di più ne possono ricavare nel caso che offrano servizi legati al mobile commerce, data l’opportunità che hanno di diventare un elemento importante della catena del valore dei loro clienti.
I gestori però puntano sulla diffusione della sua infrastruttura anche per ridurre i loro “normali” costi di gestione. Infatti, mentre da un lato i servizi prepagati sono molti redditizi per i gestori, dall’altro sono anche diventati una grossa spesa e un peso notevole da gestire. Oltre che distribuire le carte prepagate e gestire il rapporto con i clienti, gli operatori devono tener traccia del credito che l’utente ha a disposizione e dell’impiego di questo. Dato che queste informazioni sono memorizzate nella rete anziché nelle carte prepagate, i gestori trovano sempre più rilevante tra i loro core business la gestione e l’elaborazione delle transazioni: un’area che è considerata tipicamente più quella di una banca che quella di un gestore di rete.
Il roaming è uno degli aspetti che crea più problemi agli operatori: quando un utente effettua una telefonata impiegando un’altra rete, il gestore non ha più accesso immediato ai dati e al costo della chiamate, e quindi non può addebitare il costo della chiamata all’utente finché non riceverà le informazioni necessarie da parte dei responsabili della rete impiegata dall’utente: questo si traduce in un rischio per il gestore, in quanto non può determinare la solvibilità dell’utente. Il risultato è allora un servizio di roaming costoso (dato che il gestore deve prevenire i rischi) e poco efficiente (il cliente non può disporre di tutti i servizi rispetto alla rete “abituale”). I gestori sono quindi interessati a soluzioni che risolvano i loro problemi. L’infrastruttura che risolve questi problemi è in gran parte proprio quella del mobile commerce.
Trattare le telefonate come un servizio di mobile commerce consente al gestore di memorizzare i dati relativi ai diritti di accesso e al pagamento delle telefonate nei terminali degli utenti, alleggerendo così l’impegno nella gestione del servizio. Impiegare questa tecnologia, che è in gran parte comune a quella di Internet, offre ulteriori vantaggi grazie alla modularità (che consente di inserire o cambiare alcuni servizi in modo semplice e senza dover effettuare alterazioni a livello complessivo) e all’impiego di standard aperti (che possono quindi essere impiegati da tutte le parti in causa, consentendo così un più semplice interfacciamento tra esse). I gestori quindi hanno molto interesse che l’infrastruttura si sviluppi, e in alcuni paesi ciò è dimostrato dal fatto che i gestori se ne sono accollati una parte significativa dei costi. Ciò comporta che le imprese che vogliono entrare nel mondo del mobile commerce si trovano la strada in parte spianata dall’interesse dei gestori.


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