Uso di tecnologie già diffuse

September 18th, 2007

Una delle più grosse spinte alla diffusione del mobile commerce deriva senza ombra di dubbio dal fatto che questo si serve per la maggior parte tecnologie che godono già di un larghissimo impiego.

Il telefono cellulare è decisamente uno strumento molto diffuso. Secondo un’indagine di Assinform nel 1998 ben il 57% delle famiglie italiane possedeva un telefono cellulare, mentre solo il 25% possedeva un Personal Computer (e questo valore comprende sia il mercato consumer che quello home office) e di questi solo una piccola parte era dotato di una connessione ad Internet. Questa diffusione rende poco costoso per l’utenza l’impiego del mobile commerce, anche dal punto di vista psicologico, dato che impiega strumenti già ben noti.

Alcuni esperti criticano però questa asserzione, sottolineando il fatto che solo una percentuale molto limitata dei telefoni cellulari attualmente in circolazione possiede capacità multimediali. Questo appunto è indubbiamente corretto, ma vanno considerati due ulteriori elementi. Il primo è la vita media di un telefono cellulare, che mediamente viene sostituito ogni 18 mesi. Questo vuol dire che, tenuto conto che quasi tutti i nuovi modelli di telefoni cellulari saranno compatibili con il WAP, entro pochissimi anni la maggioranza dei telefoni mobili sarà dotata di capacità multimediali: secondo recenti stime i telefoni che supportano il WAP dovrebbero essere 375 milioni nel 2003, pari al 75% del totale18. Il secondo fattore da considerare riguarda gli studi che sono attualmente in corso per poter dotare di capacità multimediali anche i telefoni di vecchia generazione, con la sola sostituzione della smart card contente il Subscriber Identity Module (SIM).

Non solo il telefono cellulare è uno strumento diffuso, ma vi è anche una forte standardizzazione a livello mondiale delle tecnologie impiegate. Nel settembre 1997, vi erano gestori di reti GSM in 106 paesi, e il numero da allora è aumentato. Questo contesto spiega perché vi sia tanto interesse da parte di molte industrie verso il mobile commerce. L’impiego di tecnologie, e soprattutto di infrastrutture, già esistenti rende possibile l’introduzione di nuovi servizi (che si attendono molto remunerativi) ad un costo relativamente basso.


Un altro importante aspetto riguardante l’impiego di tecnologie esistenti riguarda le smart card.
Esse hanno vinto la battaglia teorica contro i “contenitori” alternativi (come ad esempio le tessere magnetiche), a causa della loro sicurezza, affidabilità, potenza e ridotto costo (nonostante il costo iniziale di una tessera magnetica sia minore, questa andrebbe sostituita periodicamente in conseguenza al fatto che dopo un certo tempo si smagnetizza).

Simili in apparenza alle carte di credito, le smart card non contengono una banda magnetica, bensì un piccolo chip: da un certo punto di vista possono essere pensate come un computer da portare in tasca. Questa caratteristica, che consente di memorizzare ed eseguire programmi all’interno della smart card, fa sì che esse vengano spesso considerate come uno dei sistemi più sicuri per l’autenticazione e la crittografia: infatti, le chiavi, le password e i dati personali vengono memorizzati sulla smart card, senza che l’utente debba preoccuparsi di ricordarli, o addirittura di conoscerli.

Prova della fiducia dell’industria nelle smart card è il fatto che stanno per essere messi in commercio diversi lettori di smart card per i personal computer, da usare come strumento di autenticazione e borsellino elettronico per gli acquisti su Internet. I telefoni mobili hanno da questo punto di vista un grosso vantaggio rispetto ai PC: mentre per questi ultimi le smart card sono una novità (con tutti in problemi di compatibilità, di test e di verifiche che ciò comporta), per i telefoni mobili le smart card sono un oggetto ben familiare e collaudato. Infatti, per i telefoni GSM il Subscriber Identity Module (SIM) risiede su una smart card, anche se nei telefoni più recenti il formato di questa non è quello ISO (cioè il formato delle carte di credito), ma quello definito plug-in, di dimensioni più piccole e quindi più adatto ai nuovi telefoni di dimensioni sempre più ridotte. La differenza tra le due smart card è comunque solo nelle dimensioni e non nelle capacità, tanto è vero che con l’uso di appositi adattatori è possibile usarle indifferentemente.

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