Uno dei fattori di importanza dello studio del mobile commerce risiede nel fatto che questo si adatta maggiormente del commercio elettronico “classico” alle esigenze e alle caratteristiche dei consumatori europei. Infatti, la maggiore diffusione del commercio elettronico (soprattutto a livello business-to-consumer) negli USA rispetto al resto del mondo si spiega in gran parte mettendo in evidenza che il consumatore statunitense:

  • ha una buona familiarità con l’uso del computer e di Internet;
  • è abituato ad effettuare pagamenti attraverso l’impiego di carte di credito;
  • è propenso agli acquisti “fuori dal negozio” (vendite per corrispondenza, per catalogo, telefoniche e televisive).

Tutte quelle sopra elencate sono caratteristiche che il consumatore europeo (e ancor di più quello italiano) non ha.

Uno degli errori che viene fatto più comunemente quando ci si occupa di commercio elettronico è ritenere che vi sia un’unica strada che questo può seguire, e questa strada sarebbe quella che è già stata tracciata negli USA. Perciò, quando si sviluppano iniziative per l’impiego o la diffusione del commercio elettronico, si tenta di forzare il consumatore europeo a maturare caratteristiche analoghe a quelle del consumatore americano. Questo, anche se da un lato può essere visto favorevolmente perché crea delle spinte positive, ad esempio verso una maggiore alfabetizzazione informatica, non può essere considerato un atteggiamento vincente. Sarebbe molto più opportuno per le imprese riuscire a sfruttare le propensioni e le necessità dei consumatori europei, in modo da riuscire a sviluppare prodotti e servizi che siano in grado di soddisfarle anziché cercare di fare in modo che queste si adattino ad un modello “importato” di commercio elettronico.

La caratteristica peculiare della situazione europea che si rivela di grande interesse da questo punto di vista, è l’enorme diffusione della telefonia mobile. Con 309 milioni di utenti di telefonia mobile rispetto a 139 milioni di utenti Internet si delinea uno scenario nel quale in Europa si potrebbe avere un boom nel commercio elettronico, ignorando in gran parte il computer per il telefono mobile. Riuscendo a portare le applicazioni di commercio elettronico dal computer al cellulare si possono superare diversi ostacoli, quali la difficoltà nell’uso del computer o la sfiducia nei confronti delle transazioni attraverso carta di credito, dato che l’utente potrebbe anche addebitare gli acquisti sulla bolletta del telefono oppure impiegare carte di debito/credito “intelligenti”. Va sottolineato che anche dal punto di vista della diffusione delle smart card l’Europa è molto più avanti degli Stati Uniti. Una ricerca Dataquest22 rivela che nel 1995 il 90% delle smart card circolava in Europa, e solo il 2% negli Stati Uniti. In Italia le smart card, sebbene molto diffuse numericamente, vengono ampiamente sotto-utilizzate rispetto alle potenzialità: l’impiego tipico consiste nella memorizzazione di punti fedeltà. Ciononostante la diffusione rimane un vantaggio, grazie all’elevata presenza sul territorio nazionale di lettori di smart card, che può favorirne l’impiego anche per scopi diversi quali ad esempio il pagamento.

Un errore che va assolutamente evitato è quello di credere di poter semplicemente travasare (con al massimo qualche adattamento tecnico) il contenuto del Web sul telefono: come abbiamo avuto modo di vedere, i servizi richiesti da chi naviga via computer e da chi via telefono cellulare sono in buona parte sostanzialmente diversi. È necessario quindi cogliere correttamente queste differenze e riuscire a sfruttarle adeguatamente, affinché sia possibile realmente trarre vantaggio dalla diffusione del mobile commerce.

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