Barriere tecniche

September 24th, 2007

Come abbiamo accennato, una delle principali spiegazioni dell’impiego limitato dei “dati mobili” che si è avuto per molto tempo da parte di molte imprese è la lentezza delle trasmissioni. Tony Riley, direttore delle vendite di Vodafone UK, uno dei principali gestori di rete mobile del Regno Unito, ritiene però che questa spiegazione sia troppo semplicistica. Sulle reti analogiche (ETACS) era possibile trasmettere al massimo ad una velocità di 2,4 kilobit al secondo. Ma anche quando con l’introduzione della rete GSM questo valore è aumentato a 9,6 kilobit, non è cambiato di molto il numero di persone che impiegavano “dati mobili”, ad esempio per trasmettere dati da un computer laptop. Riley ritiene quindi che l’ostacolo principale non vada ricercato nella velocità della connessione, quanto nelle difficoltà che l’utente incontrava per “far funzionare la trasmissione” che risiedevano principalmente nella necessità di configurare manualmente i suoi strumenti per accedere alla rete. Queste difficoltà per essere affrontate richiedevano capacità e conoscenze di cui l’utente medio non disponeva, e quindi questo si trovava notevolmente scoraggiato nell’accesso mobile ai dati.

Un secondo elemento è messo in evidenza da Turtianen, che rileva come il sistema attuale forzerebbe i consumatori ad aver fiducia nelle controparti (venditori e banche). Infatti, non sono ancora del tutto ben consolidati strumenti con cui il consumatore possa dimostrare l’aver effettuato (o non effettuato) un ordine o un pagamento. L’utente non può quindi tutelarsi del tutto dagli eventuali comportamenti scorretti delle controparti o da un utilizzo abusivo dei suoi dati. La fiducia non riguarda solamente gli eventuali comportamenti dolosi della controparte, ma anche quelli colposi: uno dei rischi cui va incontro l’utente quando effettua una transazione di commercio elettronico, è che la controparte non si preoccupi adeguatamente che i dati della transazione possano essere trafugati da un pirata informatico. Questo rischio è ancora meno tutelabile dalla legge rispetto a quello di comportamenti dolosi, dato che è molto labile il confine che determina quando l’apatia nell’uso dei sistemi di sicurezza sfoci in una vera e propria colpa da parte dell’impresa.

La fiducia è ad oggi un elemento di primaria importanza della transazione. Questa situazione d’altro canto fa sì che, come abbiamo già evidenziato, le imprese (soprattutto quelle piccole e medie) debbano spesso faticare non poco per guadagnarsi la fiducia del cliente.

Una terza notevole barriera è indubbiamente il ridotto numero di telefoni mobili attualmente in grado di connettersi ad Internet. Sebbene le previsioni indichino valori assoluti apparentemente elevati (entro la fine del 2001 tali telefoni saranno oltre 50 milioni), se si confronta questo valore con la stima di un totale di 530 milioni di telefoni mobili per lo stesso anno, si può vedere che la percentuale non arriva neanche al 10%25. Il che vuol dire che ben il 90% dei telefoni mobili non sarà ancora in grado di connettersi ad Internet. La situazione dovrebbe migliorare leggermente negli anni successivi, quando si stima che per il 2004–2005 vi dovrebbe essere oltre il 75% di telefoni mobili abilitati. Proprio per eliminare questo freno si sono sviluppati vari studi per poter consentire l’accesso ad Internet anche ai telefoni cellulari di vecchia generazione. Va però evidenziato che anche se questo venisse reso possibile, la qualità dell’accesso risulterebbe in molti casi scadente, e quindi difficilmente questa barriera potrà essere abbattuta completamente nell’immediato.

La standardizzazione è un ulteriore fattore critico nella corsa al successo del mobile commerce. Nonostante attualmente si stia convergendo verso uno standard unico basato sul Wireless Application Protocol, non mancano tentativi di imporre soluzioni proprietarie o comunque non conformi a questo standard, quali ad esempio Web Clipping proposto da Palm–3Com o i-mode introdotto dalla giapponese NTT DoCoMo. La situazione nonostante ciò è decisamente molto migliorata anche rispetto a solo poche decine di mesi fa, quando praticamente ogni singola impresa dei settori dell’informatica e delle telecomunicazioni impiegava un proprio standard per la trasmissione di dati ai dispositivi mobili. Questo creava grossi limiti soprattutto per gli utenti, che potevano accedere solo a un numero limitato di servizi, la cui tipologia era condizionata dal dispositivo impiegato, quando non addirittura dal modello, e dalla rete mobile cui erano connessi.

L’ultima barriera tecnica che andiamo ad analizzare riguarda il fatto che la situazione tecnologica non è ancora del tutto ben delineata. Questo fatto fa sì che costituisca un rischio per le imprese effettuare grossi investimenti in questo campo prima che i produttori certifichino la piena compatibilità dei loro prodotti con gli standard. Alcuni sviluppatori, infatti, hanno riscontrato delle incompatibilità nel momento in cui si passava dalla navigazione simulata all’impiego effettivo di un dispositivo mobile. D’altra parte, anche non investire nel settore costituisce un rischio, dato che entrare subito nel nuovo mercato consente alle imprese di godere di una posizione già consolidata quando esso si sarà espanso, tanto è vero che gli analisti di Warburg Dilllon Read giungono a dire che chi assiste all’evoluzione del fenomeno senza cogliere le opportunità di business “lo fa a suo rischio e pericolo”. La maggior parte dei soggetti coinvolti è ottimista circa i risultati finali, e quindi propensi agli investimenti. Jean-Michel Durocher, presidente e direttore generale di Webraska Technology, un importante società europea del settore, giudica che, data la presenza di uno standard de-facto, non sia indispensabile dotarsi della soluzione migliore in assoluto, ritenendo che il rispetto degli standard garantisca anche una certa omogeneità di prestazioni tra i vari concorrenti, e quindi limiti al massimo eventuali danni, di qualunque tipo, rendendo sufficientemente semplici e poco costose le eventuali correzioni da apportare.

One Response to “Barriere tecniche”

  1. marco Says:

    Come vi ho detto, quello che leggete in questo post è stato scritto nel 2001. Quindi va fatto qualche aggiornamento.
    Come previsto, il numero di telefonini attualmente in grado di connettersi ad internet è ovviamente maggiore rispetto a 6-7 anni fa, anche se val la pena sottolineare che non sono *la totalità* dei telefonini.
    La differenza di banda disponibile tra fisso e mobile si è notevolmente ridotta. Anche se val la pena sottolineare che *non si è azzerata*. Oggi 2MB/s con il telefonino non sono più un sogno. Ma il fisso dispone di velocità che sono sempre di un ordine di grandezza superiori, e che pertanto permettono servizi e funzionalità ulteriori e diverse.
    Insomma, quello che mi par utile sottolineare è che, anche se i “numeri” sono cambiati, i concetti rimangono comunque validi.

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