Una prima barriera va indubbiamente individuata nell’atteggiamento delle imprese e delle istituzioni che hanno spesso avuto un comportamento che può essere definito tradizionalista, rispettando dei confini tra attività che però diventano in realtà ogni giorno più labili. Ad esempio le banche sono state (ma non poche lo sono ancora) riluttanti ad iniziare rapporti di partnership con istituzioni meno consolidate. Questi rapporti sono però sempre più indispensabili, e non solo per quanto riguarda il mobile commerce. Sempre più l’utente vuole servizi e prodotti che siano tagliati su misura per lui. Un’operazione del genere coinvolge tutta la catena del valore, e non solo una singola impresa. Perciò perché l’utente possa essere realmente soddisfatto è imprescindibile una collaborazione di tutte le imprese coinvolte.

Il vecchio concetto di “chi possiede il consumatore” sta tendendo a invertirsi, e diventare “chi è posseduto dal consumatore”. Ogni consumatore ha rapporti con diversi fornitori, ma data l’importanza del packaging, cioè di come i diversi servizi sono combinati tra loro, il consumatore difficilmente vorrà perdere una relazione di valore, e quindi sarà spinto anche a riconoscere le diverse parti coinvolte.

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