Principali modelli di business per il mobile commerce
October 26th, 2007
Il commercio elettronico è recentemente diventato il campo di numerosi studi. Questo non è unicamente dovuto all’interesse nelle problematiche tecniche, legali e sociali che esso solleva. Un gran numero di persone e imprese stanno scommettendo che il mercato digitale sarà di grosse dimensioni e vogliono garantirsene una fetta fin d’ora. Gli scambi economici effettuati con l’uso di Internet, o comunque attraverso l’impiego di canali telematici, possono avvenire all’interno di un’impresa (within business), tra due imprese (business to business), tra impresa e consumatore (business to consumer), oppure tra l’amministrazione pubblica e un’impresa (PA to business). Queste interazioni sono dotate di molti aspetti, ma includono in ogni caso elementi quali:
- l’acquisizione di informazioni sul prodotto,
- l’effettuazione di ordini,
- il pagamento per i beni o servizi acquistati,
- l’assistenza,
elementi che sono sempre presenti anche nei processi di acquisto “tradizionali”, esterni al commercio elettronico.Lo studio dei modelli di commercio elettronico è un soggetto molto vasto che comprende numerosi studi, molti dei quali non sono correlati tra loro. I modelli di business sono uno degli argomenti più trattati dagli studi sul commercio elettronico, ma forse, come rileva tra gli altri Timmers, sono anche uno degli aspetti meno compresi. La letteratura in materia per la maggior parte non è neppure coerente nell’impiego del termine “modelli di business”, e non mancano gli autori che non ne danno neanche una definizione. Si rende quindi indispensabile esaminare brevemente il significato del termine.
Il modello di business è, nella definizione molto basilare ma significativa data da Michael Rappa, il modo in cui l’impresa “fa soldi”, cioè il modo in cui conduce i suoi affari per coprire i costi e generare un profitto. Una definizione più articolata, che è anche quella che impiegheremo nel nostro studio, è quella data da Paul Timmers, secondo la quale un modello di business consiste in:
- Un’architettura per i prodotti, servizi e flussi di informazioni, compresa una descrizione degli attori e dei loro ruoli;
- Una descrizione dei benefici potenziali per i vari attori coinvolti;
- Una descrizione delle fonti di guadagno per l’attore centrale.
Vediamo quindi come la nozione di modello di business sia quindi in realtà un concetto complesso, scomponibile in elementi distinti che è possibile esaminare anche separatamente.
Tenuto presente che il mobile commerce si trova attualmente ancora nello stadio embrionale, riteniamo quindi opportuno cercare sfruttare questa possibilità, in modo da poter costruire una sorta di “mappa” in cui possano inserirsi anche gli sviluppi futuri. Da questo punto di vista, è possibile ricavare dalla definizione data da Timmers tre dimensioni tre dimensioni principali (Figura 8):
- Modello di prodotto, con cui si esprime la tipologia di prodotto sulla base degli attori coinvolti nella sua produzione e vendita;
- Modello di delivery, che delinea le modalità di consegna, aspetto particolarmente importante nel caso del mobile commerce;
- Modello di pricing, attraverso il quale descrive le modalità attraverso le quali vengono ottenuti i guadagni da parte del venditore e quindi le sue fonti di guadagno.

Figura 8 - Direttrici per l’analisi del modello di business
Prima di passare all’analisi di questi elementi, è però indispensabile esaminare brevemente cosa viene trattato attraverso il mobile commerce, in modo da chiarire anche alcune scelte relative alla terminologia adottata in seguito.


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