Push

November 11th, 2007

Una delle più grandi novità introdotta dal mobile commerce è la possibilità di realizzare una reale consegna di tipo push di dati ed informazioni. Questo modello (Figura 10) si caratterizza per essere asincrono: il cliente in una prima fase specifica all’impresa le caratteristiche dei prodotti che desidera, ed è poi quest’ultima, in una seconda fase, che si preoccupa di individuare e inviare all’utente i prodotti che ritiene saranno di suo gradimento. Questo fa sì che l’utente non debba sopportare direttamente i costi legati alla ricerca (consistenti se non altro nel tempo impegnatovi), che vengono invece sostenuti dall’impresa, che però dal canto suo può contare sulla presenza di economie di scala, riuscendo così ad individuare le informazioni desiderate dal cliente in modo più efficiente.

La difficoltà dell’applicazione di questo modello di delivery risiede nel fatto che molto spesso l’impresa non riesce ad essere del tutto efficace nell’individuazione dei prodotti da inviare al cliente. Questa difficoltà deriva dall’impossibilità per l’impresa di conoscere in modo completo le preferenze dei singoli utenti, che comporta l’incertezza sul fatto che il cliente realmente desideri ciò che gli è stato spedito. Poiché anche il cliente si rende conto di questa situazione, diventa fondamentale la fiducia che egli ripone nell’impresa. Sebbene questo sia talvolta considerato un aspetto negativo, in realtà l’impresa, se riesce a soddisfare adeguatamente l’utente, può contare su una sua rapida fidelizzazione, proprio in considerazione della fiducia che vi è già in partenza.

Figura 10 – Modello push

Questo tipo di consegna è adatto soprattutto alle informazioni, anche in considerazione del fatto che nella produzione di informazioni vi è in genere una forte prevalenza di costi fissi rispetto a quelli variabili. Quindi l’impresa può essere ragionevolmente sicura di ottenere un buon margine di guadagno anche se i clienti fanno un impiego maggiore del servizio rispetto a quanto preventivato. L’impiego del modello push è particolarmente conveniente nel caso di informazioni cui l’utente accede frequentemente, dato che dà a quest’ultimo la possibilità di risparmiare il tempo (ed il costo) della ricerca, e consente all’impresa una elevata precisione nell’individuazione delle informazioni da mandare al cliente.

La consegna push è particolarmente utile anche quando le informazioni riguardano eventi di cui non è noto a priori quando e se si realizzeranno. Immaginiamo, ad esempio, un utente che desideri essere informato quando la quotazione di una determinata azione supera una certa soglia. È chiaro che in una situazione del genere una consegna di tipo push presenta dei sostanziali vantaggi per l’utente, che non deve fare nient’altro che tenere il proprio terminale acceso, rispetto ad una consegna di tipo pull, che costringerebbe l’utente a controllare di persona periodicamente. In più, mentre l’informazione ricevuta attraverso meccanismi push arriva all’utente dopo pochi minuti che l’evento si è verificato, quella ricevuta con strumenti pull è ricevuta con un certo ritardo, che dipende da quanto frequentemente l’utente si preoccupa di verificare l’informazione.

L’invio di informazioni ad un dispositivo mobile è un metodo di consegna particolarmente efficace (forse il più efficace in assoluto) per fargliele arrivare rapidamente. Questo grazie al fatto che il dispositivo mobile è praticamente sempre nelle immediate vicinanze dell’utente: una volta che le informazioni sono arrivate al dispositivo, si può essere ragionevolmente sicuri che l’utente le ha ricevute.

È indispensabile a questo punto focalizzare un elemento di primaria importanza nello studio delle consegne di tipo push nel mobile commerce, e cioè che una consegna effettuata male (ricevuta in ritardo oppure riguardante informazioni differenti da quelle in realtà richieste) viene solitamente valutata in modo decisamente negativo da parte dell’utente. Come abbiamo infatti visto, il rapporto tra l’utente e il dispositivo mobile è molto personale, al punto che egli può arrivare a considerare la ricezione di informazioni non desiderate alla stregua di un’aggressione alla propria privacy. Vediamo dunque come la consegna possa essere un fattore critico, dove si crea un trade-off tra l’esigenza di dare all’utente tutte le informazioni che può desiderare (aumentando quindi la soddisfazione dell’utente) e il rischio di apparire “invasivi” disturbandolo con informazioni che per lui non sono di alcun interesse.

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