Standard e post-fordismo

February 1st, 2008

Il concetto di standard ha per alcuni versi cambiato aspetto con il declino dell’economia fordista e l’emergere di quella post-fordista. Nella concezione fordista e taylorista la standardizzazione, riferita per lo più a misure, tempi e qualità, era un fattore interno alla fabbrica e all’impresa: gli standard avevano lo scopo di coordinare le diverse unità interconnesse, e le diverse imprese spesso impiegavano diversi standard. L’impiego degli standard in ambito post-fordista è invece diverso. Essi, infatti, non sono riferiti tanto al prodotto quanto alle condizioni d’uso di risorse comuni, soprattutto di carattere infrastrutturale, allo scopo di permetterne l’impiego al sistema industriale o ad un gruppo di imprese, che viene così a formare una rete di imprese, rete che include tutte e solo le imprese che, grazie all’adozione di standard comuni, sono in grado di comunicare e scambiarsi input. Rullani individua all’interno delle reti post-fordiste alcuni tipi differenziati di operatori:

  • Specialisti globali. Questi operatori sono concentrati sulle competenze relative ad ogni singolo modulo, che deve essere progettato in modo da poter essere utilizzato in modo flessibile in un ampia gamma di ambiti. Le conoscenze che vengono impiegate dagli specialisti globali sono principalmente de-contestualizzate e sono in rapporto diretto con scienza e tecnologia.
  • Sistemisti. I sistemisti progettano le soluzioni personalizzate che vengono ricavate, dopo aver interpretato i bisogni e le opportunità presenti nel loro contesto, ricombinando adeguatamente i moduli forniti dagli specialisti.
  • Connettori. Sono le imprese specializzate nel servizio logistico e comunicativo, che viene fornito ad una pluralità di utenti e di reti.
  • Meta-organizzatori. Questi operatori sono quelli che  producono l’organizzazione ,ossia costruiscono le reti progettandole e fornendo le risorse di base, e definendo le regole di connessione e di interfaccia tra i diversi specialisti e sistemisti che ne fanno parte. Contrariamente agli altri operatori, che impiegano conoscenze contestuali e proprietarie (specialisti e sistemisti) o sono protetti da forme di monopolio o di oligopolio (connettori), i metaorganizzatori si trovano in genere in una posizione piuttosto critica, in quanto si assumono i costi per la costruzione della rete ma è improbabile che riescano a lungo a mantenere il controllo di questa, che in breve diviene una sorta di bene pubblico.

Per ultimo, va notato che le reti di maggiori dimensioni offrono un vantaggio competitivo alle imprese che ne fanno parte, basato sulle economie di rete, le reti più piccole tendono ad essere inglobate da quelle di maggiori dimensioni.

Leave a Reply