Indipendenza dalla portante
February 9th, 2008
Perché sia possibile rispondere alle necessità della più ampia massa possibile di utenti finali, il WAP è progettato per lavorare in modo ottimale con tutte le interfacce aeree, dato che sono minime le richieste che queste devono soddisfare.Questo risultato viene ottenuto in quanto il WAP definisce un insieme di protocolli che possono operare anche su reti caratterizzate da ridotta ampiezza di banda e latenza elevata e come GSM-USSD (Unstructured Supplementary Service Data) o anche SMS (Short Message Service).
Mantenere quest’indipendenza rende anche le specifiche facili da estendere ai nuovi network mentre questi si sviluppano. Mano a mano che le interfacce aeree diventano più sofisticate, i servizi che forniscono possono essere progettati per soddisfare le specifiche del WAP, incoraggiando ulteriormente l’uso di un unico standard su tutti i network.
In questo modo un unico standard si adatta alle necessità del maggior numero possibile di parti coinvolte. I produttori possono impiegare lo stesso firmware in ogni modello e in ogni linea di prodotto, usufruendo così di maggiori economie di scale e semplificando l’assistenza. I service provider possono implementare un’unica soluzione valida per le diverse reti, ottenendo così significativi risparmi di costi, pur con la garanzia che il risultato sarà comunque soddisfacente per l’utente. Gli sviluppatori hanno la possibilità di creare applicazioni che possono funzionare su praticamente ogni rete, garantendosi così un maggior numero di potenziali acquirenti. Gli utenti possono fare affidamento su un maggior numero di applicazioni e dispositivi tra cui scegliere, e spesso possono anche non preoccuparsi di sapere a quale rete sono collegati.
Sviluppo su standard esistenti
February 7th, 2008
Tra i punti di forza del WAP che ne hanno ormai fatto lo standard de–facto per le trasmissioni verso i dispositivi mobili, vi è sicuramente il fatto che il WAP Forum cerca, per quanto possibile, di usare standard preesistenti (quali ad esempio HTTP, TCP e IP) come base per lo sviluppo della propria architettura, e quando questo non è possibile perché viene incontrata un’area in cui non vi sono standard esistenti o questi necessitano delle modifiche per poter essere impiegati dai dispositivi wireless, gli standard sviluppati dal WAP Forum puntano a complementare (e non a sostituire) gli standard esistenti, lavorando in modo da avere la collaborazione degli industry standard group interessati.Questa scelta porta numerosi vantaggi. Tra questi, quello che in questo modo vengono impiegate delle basi di partenza ben collaudate ed ampiamente accettate, rendendo quindi più facile lo sviluppo e offrendo maggiori garanzie circa l’accettazione dello standard da parte del mercato. Un ulteriore vantaggio è dato dal fatto che in questo modo non si va a creare uno standard che sia “in competizione” con quelli preesistenti e le imprese che li supportano, cosa che favorisce la partecipazione e la collaborazione con esse e quindi offre la possibilità di avvantaggiarsi della loro esperienza.
Un esempio di questo tipo di approccio può essere riscontrato nel fatto che le specifiche del WAP non si occupano di come i dati dovrebbero essere trasmessi attraverso l’etere: invece sono pensate per “stare sopra” i vari standard di trasmissione in modo che l’utilizzo del WAP sia sempre possibile per portare dati e informazioni all’utente.
Un’altra ragione che spinge alla collaborazione con altri industry standard group è la necessità di assicurare la compatibilità anche con gli standard futuri. Ad esempio il WAP Forum lavora con il W3C e il IETF nello sviluppo delle specifiche di HTML-NG (Next Generation) e HTTP-NG, cercando di fornire degli input a questi gruppi sulle necessità delle future tecnologie wireless.
Altre tecnologie: il Web Clipping
February 5th, 2008
Ciononostante, non sono mancati gli sforzi da parte di alcune imprese per imporre altre soluzioni alternative.Il tentativo di Palm–3Com è quello che forse può essere considerato più rilevante, dato che questa società detiene una grossa fetta del mercato dei palmari e dei PDA, e il suo sistema operativo Palm OS è installato su quasi il 75% dei dispositivi mobili appartenenti a queste categorie. Il Web Clipping, la tecnologia introdotta per accedere ad informazioni sul WWW, è basato su un approccio decisamente diverso rispetto a quello del WAP, che vedremo in seguito.
La quantità di informazioni che transita attraverso la rete viene drasticamente ridotta al minimo memorizzando le pagine sul dispositivo. Questo fa sì che la trasmissione effettiva riguardi una quantità decisamente ridotta di dati, che sono limitati alle query e alle risposte, rendendo la trasmissione decisamente rapida ed efficiente.
Questo approccio però ha alcune forti limitazioni, che hanno costretto alla fine del 1999 Palm ad acquistare un browser WAP da inserire nei suoi dispositivi. I limiti sono principalmente due. Il primo è relativo al fatto che, se le pagine sono memorizzate in locale sul dispositivo dell’utente, egli deve scegliere a priori un numero limitato di pagine (al massimo poche decine) cui accedere, e rinunciare a poter sfruttare una quantità considerevole di servizi, cosa che limita considerevolmente l’utilità di un accesso mobile ad Internet. Il secondo limite è costituito dal fatto che per la trasmissione dei dati del Web Clipping viene impiegata una rete specifica per la trasmissione dei dati (la BellSouth Wireless Data Network), anziché le comuni reti GSM e DCS. Questo è un grosso ostacolo alla diffusione del Web Clipping al di fuori degli USA, in quanto in Europa questa rete non è diffusa, anche se va detto che Palm prevede di offrire soluzioni indipendenti dal network, e quindi superare questa limitazione.
Nonostante si possano incontrare elementi interessanti nella tecnologia impiegata, questa è molto probabilmente destinata a non essere molto impiegata. Infatti la scelta di 3Com di tentare una “concorrenza” al WAP è di per sé perdente in quanto tenta di opporsi verso lo standard. Una soluzione invece che avrebbe potuto dare risultati migliori era quella di cercare di inserire il Web Clipping all’interno delle specifiche WAP, scelta che però non avrebbe dato l’esclusiva del servizio a Palm.
Uno standard per il mobile commerce
February 3rd, 2008
Lo standard tecnologico che sta emergendo per il mobile commerce è il Wireless Application Protocol (WAP). L’appoggio che questo standard ha da parte dell’industria è notevole ed in continuo aumento: nell’ottobre del 1999 si stimava che tra il 20% e il 40% dei telefoni mobili in circolazione nel 2003 saranno abilitati al WAP, mentre altre stime di febbraio 2000 danno questa percentuale addirittura attorno al 75%.Il percorso che però è stato effettuato per giungere a una comune accettazione di questo standard non è stato facile, in quanto da più parti si è cercato di proporre soluzioni diverse. Fino a qualche anno fa, infatti, praticamente ogni impresa del settore dell’informatica e delle telecomunicazioni impiegava un proprio protocollo e un proprio linguaggio per la trasmissione di dati ad un terminale mobile. Il risultato era quindi che non era possibile un’offerta omogenea di servizi su tutte le reti e a tutti i terminali, cosa che di fatto limitava non poco l’interesse che le imprese avevano nei confronti del mobile commerce, dato che di fatto non vi era un unico mercato su cui effettuare investimenti e ricavare profitti, vi erano tante nicchie che richiedevano investimenti specifici a seconda della nazione, della rete, della tipologia e del modello del dispositivo mobile che l’utente impiegava. Questo situazione rendeva tali investimenti decisamente sconvenienti, dato che i mercati non erano abbastanza ampi per garantire un adeguato margine di profitto.
Il passo successivo fu quindi quello di cercare di costituire uno standard che potesse essere impiegato in modo indipendente dal dispositivo e dalla rete, e che possibilmente permettesse anche una facile accesso alle risorse di Internet. I primi tentativi vennero fatti da singole imprese. Tra le più importanti esperienze in questo campo vanno ricordate lo Smart Messaging e il protocollo HDTP (Handheld Device Transport Protocol) sviluppati da Nokia, il protocollo ITTP (Intelligent Terminal Transfer Protocol) sviluppato da Ericsson, ma il lavoro forse più rilevante è stato quello di Unwired Planet (che ora ha assunto la denominazione Phone.com), con la creazione del linguaggio HDML (HanDeld Markup Language). Questo protocollo era considerato molto valido, ma nonostante ciò non riuscì mai a decollare a causa della grossa limitazione consistente nel fatto che era uno standard proprietario, e che quindi chiunque volesse utilizzarlo doveva acquistare una licenza da Unwired Planet.
Standard e post-fordismo
February 1st, 2008
Il concetto di standard ha per alcuni versi cambiato aspetto con il declino dell’economia fordista e l’emergere di quella post-fordista. Nella concezione fordista e taylorista la standardizzazione, riferita per lo più a misure, tempi e qualità, era un fattore interno alla fabbrica e all’impresa: gli standard avevano lo scopo di coordinare le diverse unità interconnesse, e le diverse imprese spesso impiegavano diversi standard. L’impiego degli standard in ambito post-fordista è invece diverso. Essi, infatti, non sono riferiti tanto al prodotto quanto alle condizioni d’uso di risorse comuni, soprattutto di carattere infrastrutturale, allo scopo di permetterne l’impiego al sistema industriale o ad un gruppo di imprese, che viene così a formare una rete di imprese, rete che include tutte e solo le imprese che, grazie all’adozione di standard comuni, sono in grado di comunicare e scambiarsi input. Rullani individua all’interno delle reti post-fordiste alcuni tipi differenziati di operatori:
- Specialisti globali. Questi operatori sono concentrati sulle competenze relative ad ogni singolo modulo, che deve essere progettato in modo da poter essere utilizzato in modo flessibile in un ampia gamma di ambiti. Le conoscenze che vengono impiegate dagli specialisti globali sono principalmente de-contestualizzate e sono in rapporto diretto con scienza e tecnologia.
- Sistemisti. I sistemisti progettano le soluzioni personalizzate che vengono ricavate, dopo aver interpretato i bisogni e le opportunità presenti nel loro contesto, ricombinando adeguatamente i moduli forniti dagli specialisti.
- Connettori. Sono le imprese specializzate nel servizio logistico e comunicativo, che viene fornito ad una pluralità di utenti e di reti.
- Meta-organizzatori. Questi operatori sono quelli che producono l’organizzazione ,ossia costruiscono le reti progettandole e fornendo le risorse di base, e definendo le regole di connessione e di interfaccia tra i diversi specialisti e sistemisti che ne fanno parte. Contrariamente agli altri operatori, che impiegano conoscenze contestuali e proprietarie (specialisti e sistemisti) o sono protetti da forme di monopolio o di oligopolio (connettori), i metaorganizzatori si trovano in genere in una posizione piuttosto critica, in quanto si assumono i costi per la costruzione della rete ma è improbabile che riescano a lungo a mantenere il controllo di questa, che in breve diviene una sorta di bene pubblico.
Per ultimo, va notato che le reti di maggiori dimensioni offrono un vantaggio competitivo alle imprese che ne fanno parte, basato sulle economie di rete, le reti più piccole tendono ad essere inglobate da quelle di maggiori dimensioni.

