A questo punto possiamo esaminare il funzionamento di un generico modello operativo per il mobile commerce (Figura 2). La descrizione è fatta in riferimento ad un ipotetico acquisto che il cliente C effettua presso l’impresa X, impiegando un dispositivo mobile che sfrutta il Wireless Application Protocol.

Figura 2 – Modello operativo di base per il mobile commerce

  1. La prima cosa che deve fare C per poter effettuare un acquisto presso X è connettersi a Internet. A questo scopo, è necessario che si colleghi ad un access provider. In linea teorica, un access provider per gli utenti di dispositivi mobili compatibili con il WAP può essere un qualsiasi Internet Service Provider, permettendo così a C di impiegare lo stesso punto di accesso sia per i collegamenti attraverso dispositivo mobile che attraverso computer. Una volta collegato all’access provider, C ha bisogno di collegarsi ad un gateway WAP, che si occupa, come abbiamo visto, della conversione HTTP – WAP. Il gateway impiegato si trova presso il provider o presso X.
  2. Ci sono due modi per interfacciarsi con un negozio virtuale: tramite una normale connessione non protetta e tramite una connessione sicura. Nella fase di consultazione del catalogo, viene impiegata la prima, in modo che l’utente possa saltare da una pagina all’altra del catalogo con la massima efficienza. Le informazioni relative alle pagine richieste da C vengono memorizzate all’interno del log file, che come abbiamo detto può essere poi analizzato per scopi di marketing. Il server Web, con cui è adesso connesso C, è solitamente collegato con il database dei prodotti in modo da poter verificare le disponibilità.
  3. Quando C incontra un prodotto che desidera acquistare, lo seleziona e lo mette all’interno del “carrello virtuale”. Questo è uno strumento che semplicemente memorizza i prodotti che l’utente ha selezionato, permettendo così al cliente di poter effettuare un ordine cumulativo.
  4. Dopo che C ha selezionato tutti i prodotti che desidera, inizia la fase di acquisto vera e propria. In questa fase il cliente smette di colloquiare con il server Web, e viene condotto sul commerce server del venditore. Questo collegamento avviene tramite una connessione protetta, e l’utente vedrà attivarsi nel suo browser il simbolo relativo.
  5. A questo punto, C deve fornire i suoi dati al commerce server, e gli estremi per il pagamento, che di solito consistono nei dati della carta di credito. Eventualmente, in questa fase può essere offerta a C la possibilità di eliminare articoli dal carrello.
  6. Il negozio virtuale deve verificare la validità del pagamento on-line (solitamente carta di credito) effettuato dall’utente. Vi sono due modi per contattare una banca o una società che fa gestione di carte di credito: attraverso una rete privata virtuale (VPN – virtual private network) su Internet o tramite una linea dedicata affittata che è più veloce e sicura (ma anche costosa) essendo esterna ad Internet.
  7. Se il controllo ha dato esito positivo, X dà a C la conferma dell’ordine, e il commerce server lo memorizza. Nel caso che il prodotto acquistato da C possa essere inviato in formato digitale, esso viene immediatamente trasmesso, e questa è l’ultima fase. Se invece è necessaria una consegna fisica del prodotto, si passa alle fasi successive.
  8. Il database dell’inventario prodotti del negozio, che normalmente è protetto da un meccanismo quale un firewall, periodicamente genera un elenco dei nuovi ordini, a partire dal server di e-commerce che li ha raccolti durante tutto l’arco della giornata.
  9. A questo punto l’impresa deve inviare l’ordine al cliente. Vi sono diversi metodi per soddisfare gli ordinativi, ma i più utilizzati dai negozi virtuali prevedono l’invio degli ordini della giornata lungo una rete privata virtuale (linea telefonica dedicata o collegamento satellitare) al magazzino, oppure l’invio degli ordini attraverso una extranet o una VPN ad un distributore o una terza parte che si occupi dell’evasione della merce.

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